Tag yoga schopenauer maya tempo sabato leopardi pieroit brass thievery corporation fantasia sessuale pranayama droga ossigeno statua ciccione

09 Agosto 2009

Leopardi strafatto di crack e storie analoghe.

Può capitare di restare soli di Sabato sera, a chiedersi come mai sono tutti fuori a divertirsi tranne una persona. Ci si sente un po' come Leopardi, metà filosofi e metà perdenti. Leopardi scriveva con una penna di gallina standosene dietro un cespuglio (la famosa siepe, dietro la quale andava rimirando eccetera), grattandosi a sangue le pulci con le unghie nere e lunghe (ti pare che uno come Leopardi si tagliasse le unghie? Io dico di no), strafacendosi di oppio e intrippandosi con la presente e viva e il suon di lei.
Avendo meno pretese di gloria, mi accontento di un computer. Però mi taglio le unghie, oh.

Pensandoci bene... per gli studenti universitari esiste veramente un Sabato? Ha senso distinguere un giorno della settimana dall'altra, soprattutto d'Agosto? Ha senso etichettare il tempo quando non ci sono scadenze?
Ha senso etichettare il tempo? Ha senso il tempo? C'è un senso? Senso? Senso unico. Da questa parte, prego.

Per stavolta evito di annaspare nella solita marmaglia esistenzialista e faccio un resoconto di quello che ho scoperto negli ultimi tempi.
Mentre voi facce di culo siete in giro ad ubriacarvi il vostro beniamino non vi invidia per niente (naaa...) e legge "Aforismi sulla saggezza di vivere" di Schopenauer. Un testo dato per 'pratico' ma di lettura piuttosto difficile per chi non è allenatissimo nelle seghe mentali. Strano come questi filosofi sembrino essere immortali nei secoli dei secoli, e magari in vita erano solo dei poveri sfigati. Uno come Schopenauer, qualsiasi cosa facesse, la vita non se la godeva. Era ossessionato dalla comprensione delle cose, ed intuiva (come intuiamo noi adesso, la cosiddetta 'superficiale' generazione del terzo millennio) che più le cose le comprendi, meno le vivi. Un pessimista dei più ammirevoli. Il caro Arthur era molto influenzato da letture del sapere orientale, e si vede. Essivede, nonostante il velo di Maya. Anzi, si vede e non vede, così è contento pure T. Brass.

In sottofondo i Thievery Corporation, una canzone di nome "the time we lost our way" che dice una cosa del genere:



"Flowers melting up into the sky
Hear my heart where our love collides
We hear the songs we found in the times we lost our way"

Non ho la minima idea di cosa significhi, ma a quanto pare fa effetto.
C'è questa moretta che cammina per i boschi cantando, la cosa mi eccita non poco. Altro che modelle, veline e ombrelline.

Una mia tipica fantasia sessuale mi vede tornare a casa da una qualche attività, ho ben presente la sensazione di stanchezza muscolare e soddisfazione del lavoro fatto. Questo credo sia un retaggio di un'educazione infantile improntata sull'imperativo "prima il dovere e poi il piacere". Camminando per un boschetto (appunto) incontro una bella passerotta cicciottosa come piace a me, con due belle tettone sode, dai movimenti lenti, solare ma timida, insomma la scintilla di detonazione per la bomba a spermatozoi. Il sottoscritto si perde per deliziosi istanti nella provoleria più sottile, che consiste in un paio di parole gentile durante l'atto di sollevamento della gonnella. Non i pantaloni, la gonnella... una gonna lunga fino alle ginocchia, larga e colorata. Sotto la gonnella la fantasia diventa privata, ma come i puntini numerati che uniti formano una figura, se ci si impegna s'intravede la soluzione senza svolgere lavoro manuale. La fantasia è più sporca (e proibita, indipercui goduriosa) se immagino che ad aspettarmi a casa vi sia un'altra donna ancora. L'egoismo non ha limiti, ma almeno lo si può celare: l'egotismo è peggio.

Per tornare "a noi", come amavano urlare gli italiani del ventennio, credo che mi metterò a letto e praticherò il pranayama. Trattasi di respirazione Yoga, mirata all "annullamento delle modificazioni mentali" (vedasi Yogasutra).
Inizialmente mi ero interessato all'induismo tantrico ma credo che sia obbligatorio passare per quello classico. Altrimenti sarebbe come cercare di cucinare il tiramisù senza aver preparato il caffè. Qualche cuoco francese di alto livello sicuramente ne sarà capace, ma: 1 - la cucina francese è ridicola, e 2 - il miglior cuoco è la fame.
Il pranayama è in sostanza il controllo della respirazione, atto a raggiungere stati di coscienza mistici. Non si faceva prima con una bella canna? Ci ho provato, ma l'effetto della canna dura troppo poco e stordisce. Poi tra fame, polizia e alcol le canne mandano troppo in paranoia, non vale la pena. E la religione? Il cattolicesimo ruota troppo intorno ai sensi di colpa, ne ho avuti abbastanza. Invece con lo Yoga pare che si possa stare fattissimi 24/7 senza effetti collaterali. Parlando con un mio prof che studia l'attività cerebrale dei monaci tibetani ho scoperto che forse si tratta di una migliore ossigenazione del cervello. Praticamente questi monaci, con le loro menate meditativo/religiose, fanno in modo di stare sempre su di giri, cotti come tombini, come se pippassero ossigeno. Per forza di cose stanno dalla mattina alla sera a non fare un cazzo e riescono persino a lievitare. Sono capace anch'io a diventare saggio stando dalla mattina alla sera davanti alla statua di un ciccione.


Espira, inspira.

Mi sento stanco, quindi concludo qui. Buonanotte (o buongiorno).

Tuo amatissimo, Piero aka Pieroit

home iscriviti
© BanzaiMedia | Community | Tutti i video | Testi canzoni | Cinema e Film | Aiuto e supporto