Prendiamo un ragazzo qualsiasi, che chiameremo P (esatto, abbreviazione di "pisello").
Ora questo ragazzo incontra una graziosa pulzella che chiameremo F (...), si innamorano. Si innamorano sul serio, il mondo si colora per entrambi di nuove sfumature, il cielo è blu dudduruddudù e tunz tunz. La passione li sconvolge, i loro corpi non sopravvivono se non si strofinano e toccano e sentono. Lei è meravigliosa, così dolce e pura. Lei non ha bisogno di essere tenuta sotto controllo, si fidano ciecamente l'uno dell'altra. Ragazzi, è amore vero.
Un bel giorno lei se ne va con un altro uomo, a scelta tra i seguenti: - l'ingegnate di teatro - il maestro di aerobica - il padre del bambino delle ripetizioni - Chuck Norris - il professore universitario - il suo migliore amico di sempre - il TUO migliore amico di sempre - un passante incontrato per caso in un centro commerciale, che lei aveva ritenuto piuttosto appetibile, diciamo un maschio dominante, indipercui si era subito adoperata per sedurlo sorridendogli, facendosi avvicinare come il ragno aspetta la preda sulla tela, e sussurando sensualmente nel suo orecchio (mentre il mare si avventava sugli scogli poco lontano, rendendo il tutto più magico): "s v e n t r a m i". Le conseguenze dell'amore. P è sconfitto nella sua più intima profondità, dove nemmeno lui ha il coraggio di guardare. Seguono giorni di pianti e risentimenti, di gesti d'amore ormai inutili.
P ha due scelte: 1 - comportarsi da persona matura. Affrontare il dolore, elaborarlo, comprendere che lui non ha bisogno di lei, farsi coraggio e cercare di riprendere la vita. Ritrovare la serenità perduta prendendo tempo per se stesso, amandosi. darsi tempo per crescere ancora e superare quest'ultima, deludente ma importante, esperienza. 2 - andare il giorno stesso ad ubriacarsi come un copertone e muovere le chiappette a ritmo. Provarci con tutte le ragazze che vede, infilzarne qualcuna a tradimento e sfogarsi su di loro del dolore che prova. Oppure in alternativa richiamare una vecchia amica che è sempre stata innamorata di lui e scoparsela per poi dirgli "mi dispiace è stato un errore".
Dicesi autostima la considerazione che hai di te stesso. Ecco due frasi, dimmi in quale delle due ti riconosci di più:
A - sono un povero coglione in preda agli eventi B - sono un tipo sveglio che domina la vita C - le frasi erano due, non tre
Se hai risposto B ho una cosa importante da dirti: tua madre fa le spaccate sulle pannocchie. Se invece hai risposto A, benvenuto nel mondo dei complessati (mal comune mezzo gaudio). Se hai risposto C è meglio che lasci perdere l'autostima, perchè il tuo problema è l'autismo. Se stai criticando il test perchè troppo riduttivo, mi dispiace ma questo è un cazzo di blog ed io scrivo per divertirmi, se vuoi uno stramaledetto test prenditi un dottorato e costruiscitelo da solo.
Bene.
Un'ultima volta, se hai scelto B non vedo l'ora di incontrarti per spaccarti il naso. Stronzo.
L'autostima è soggetta ad avere alti e bassi; anche se l'ippopotamo è sempre immerso nella melma, se ne può scorgere di tanto in tanto il corpo e dire: "torna di sotto!". Ci vogliono mesi di sforzi disumani per tirare su l'autostima. E sono giorni meravigliosi, quando puoi guardarti allo specchio senza sentire il bisogno di cagarti in faccia. Purtroppo ci vogliono pochi secondi per farla ritornare a livelli minimi. Alcuni esempi: - pisciarsi addosso - essere bocciati ad un esame da un assistente apparentemente ben più stupido di te. Ripeto: apparentemente. - fare cilecca - vomitare dopo aver bevuto troppo, in presenza di tutti i tuoi amici e della ragazza che più ti piace - scrivere in un blog quello che non riesci a dire di persona Una parolina per chi fuma, beve, si masturba troppo, gioca ai cavalli, ecc. Insomma per chi ha un vizio o due o una ventina. Il problema in questo caso è grosso, perchè il vizio è il diretto antagonista dell'autostima. Ad esempio, una sigaretta serve a dare un calcio nel culo all'autostima, con un ragionamento del tipo:
"dunque, allora non dovrei fumare perchè divento impotente mi viene il cancro ma in fin dei conti che cazzo me ne frega? lo dovrei fare per me, se ho rispetto di me stesso e della mia salute, e infatti adesso smetto di fumare, smetto immediatamente, fanculo questa merda mi sta uccidendo, ho la motivazione giusta per riprendermi la vita in mano ok, sono il migliore" (ZAP... accendino, BUSSSS... prima boccata di fumo) "ma tanto io impotente non ci divento, anzi la sigaretta mi dà fascino, devo dire che adesso mi sento proprio figo, il mondo danza con me... Ho bisogno di questo schifo per darmi una calmata, si vive una volta sola e non voglio privarmi di questo piacere" (la nicotina ammorbidisce i pensieri) "da bu dì... da bu dà... " (finisce la sigaretta) "VOGLIO MORIRE. ADESSO."
Come si evince meravigliosamente dal testo, il vizio allontana solo temporaneamente il problema dell'autostima. Quest'ultima tornerà in carica sempre più avida di risposte. L'autostima fa continuamente domande, del tipo: 1- sono simpatico? 2- sono bello? 3- mi puzzano le ascelle o cosa? 4- le ragazze mi guardano? 5- ce l'ho abbastanza lungo/spesso/dritto/duro/profumato/peloso? 6- ma io sono effettivamente intelligente? 7- merito le ricchezze/capacità che possiedo? 8- cosa fa di me una persona diversa dalle altre e perchè? 9- sono simmetrico?
Le risposte sono date dall'autostima stessa, in un monologo interiore che non ha mai fine. 1- dipende da quanto sei bello... 2- assolutamente no. 3- esatto, stavolta sono le ascelle... facciamo progressi. 4- perchè puzzi, o più probabilmente perchè il tuo amico è più figo. 5- tre a scelta delle sei, ma non le avrai mai tutte. 6- se non puoi rispondere ad una domanda del genere, probabilmente no. 7- ERROR: la versione italiana dell'autostima non supporta la parola: "merito" 8- per esempio il tuo naso è troppo grosso, la schiena un pò curva, non per essere ripetitivi ma puzzi, non sai raccontare le barzellette, ecc. ecc. 9- b... b... Buuahauhauahuahaua! Maccertochennò.
'pito? Non ci sono cure per l'autostima. Ti prende per mano e ti conduce nella merda. Ti conquista per poi gettarti nella raccolta differenziata, sotto la categoria "rifiuti non classificabili". Ti guarda dentro, in fondo all'anima... e ha un'immediata reazione di vomito, prima che possa ritirare la testa.
Nonostante tutto, l'autostima è sempre lì con noi. Grazie a lei non diventiamo dei fighetti ritardati, piuttosto leggiamo un paio di libri in più. Quando ridiamo lo facciamo in modo più sguaiato, perchè le cose ci divertono di più. Comprendiamo meglio i problemi delle persone, abbiamo tenerezza da vendere. Siamo fieri della parte più intima di noi stessi, timida e insicura, ma pulita. Scopiamo di meno, ma quando lo facciamo è festa nazionale.
A sintesi del tutto, concludo accompagnato da applausi scroscianti che l'autostima è una gran puttana. Ma si sa, i bravi ragazzi perdono la testa per le puttane.
A proposito di puttane, se prima hai scelto la risposta B è meglio che non ti fai vedere qua intorno, bada bene che sono più di vent'anni che aspetto di incazzarmi come si deve.
Il quinto diario di Germania vanta la gloriosa partecipazione del più grandeballerino di tip tapa chiappe all'aria di tutti i tempi: Daniele detto "il MESSIAH"... perchè? Mi dispiace ma non posso rivelare l'arcano dietro questo soprannome: un giorno avrò una famiglia e vorrò vedere i miei figli tutti i giorni (e mia moglie tutte le notti).
Torniamo a noi, lo Schnitzel party. Tradotto in italiano significa: FESTA DELLA FETTINA DI PORCO PANATA. Il Messiah mi è venuto a trovare, e la prima cosa che mi ha detto quando mi ha visto (non ci vedevamo da tre mesi) è stata: "chesse magnamo sstasera?"
Ci rechiamo al supermercato e compriamo tutto l'occorrente: - carne di porco - le uova più pallide a disposizione - sale, pepe, peperoncino e Brazìììl... nannanannannarà - pan grattato - funghi e panna per la salsa Siccome ci avanzavano spicci, abbiamo preso una cassa da 20 birre.
In breve, si tratta di una fettina panata mooolto grossa, accompagnata da una salsetta ai funghi ben nota come afrodisiaco per cavalli (da non confondere con la chetamina). Cogliamo l'occasione per ricordare alle gentili lettrici che l'effetto è permanente...
Appuntamento alle 21 in cucina con altri 5 o 6 della casa. Io e il Messiah ci presentiamo ovviamente alle 21 spaccate, dopo esserci riscaldati in camera con una birretta a cranio. Purtroppo non troviamo nessuno in cucina, inganniamo l'attesa con un ulteriore birra. Decidiamo di andare a cercare gli interessati e li troviamo a guardare un discorso alla nazione di Hitler (abbastanza recente): il trasporto è palpabile. Dopo grida perentorie e diversi cenni del braccio, andiamo tutti a cucinare.
Ford sarebbe orgoglioso della catena di montaggio creatasi. Ognuno faceva qualcosa tranne il sottoscritto (per inciso: mi si è incastrato il pisello, del tipo che ho pisciato 10 volte nel giro di mezz'ora, dolorante come un cinese). Daniele ha colto l'occasione per ribadire a tutti (con un discorso tradotto in 120 lingue) l'importanza di mangiare il maiale in compagnia di una pentola di sale con un pò di insalata dentro.
Nel frattempo, siamo riusciti a convincere tutti i tedeschi presenti che adesso in Italia è Natale. In più, che a Natale in Italia si mangia lo Schnitzel.
Quando ci mettiamo a tavola gran parte della birra è ormai perduta. Wojtek (ragazzo polacco dal grande cuore e indiscutibile talento scacchistico) suggerisce di integrare il pasto con vodka. Purtroppo.
La serata prosegue al piano di sopra, in camera di Daniel lo spagnolo. Vaghi ricordi, di cui riportiamo la trascrizione: "take it, it's vodka with apple juice... mmm!" "let's dance like Justin Timberlake" "ich gehe pissen" "pis? yes pis! like the flag! no, no piss... pis!"
Daniele decide di andare a dormire ma lo ritrovo due ore dopo di fronte alla nostra camera: nonostante la laurea in matematica, tenta di aprire la porta con un apribottiglie a mò di piede di porco. Ci riesce. Peccato che era la stanza sbagliata. ________________
Il risveglio è stato devastante per un fisico poco allenato come il matematico. E me lo ritrovo a sbrattare e tappezzare con arazzi medievali il bagno comune. Fortuna che lo sciaquone ancora adempie alla grande il suo dovere (restaurando gli affreschi sui muri).
Come da patto concordato nella bolgia del party, la colazione consiste nel riutilizzare gli avanzi della festa, ovvero friggere gli schnitzel in abbondante birra.
Sono le 23 e lo stomaco smette di cantare "o-o-oh i campioni siamo noi" per poi intonare una lenta, bassa e ribelle bestemmia.
In preda alle fitte di fame guadagno rapidamente la cucina, dischiudo la porta del paradiso: NIENTE. Frigo vuoto, supermercato chiuso, e i fottuti elicotteri degli aiuti umanitari sono tutti in Africa o chissàdove.
Bisogna arrangiarsi, all'italiana.
Quella che presento è una nuova ricetta culinaria che conquisterà i palati di tutto il mondo, dagli oscuri ghetti di periferia alle ricche mansarde dei grattacieli, dalla casa in campagna alla grotta sottomarina.
INGREDIENTI (per una persona solita a mangiare come un cinghiale, o equivalentemente per 2 persone):
- mezza cipolla. - 2 carote. - un bicchiere di vino. - un uovo e mezzo oppure uno e tre quarti oppure due. - olio, sale, peperoncino, pepe e (se vi eccita) un pò di saliva. - ingrediente segreto (in qualche modo dovrò pure tutelarmi!) - pasta: - 100 g di spaghetti. - 100 g di pennette rigate. (capita solo a me di avere almeno 4-5 diversi pacchi aperti con 30 g di pasta dentro?)
PREPARAZIONE:
Fate soffriggere la cipolla nell'olio, quando è bionda aggiungete le carote. Salate, peperoncinate e pepate a piacere. Quando vi sentite in pace con il mondo versate il bicchiere di vino e fate saltare il tutto finchè non si asciuga.
Nel frattempo fate bollire l'acqua in pentola e aggiungete prima le penne, dopo due minuti gli spaghetti. A un certo punto salate, mi raccomando non più di una volta e non meno di una.
Quando tutto sembra andare per il meglio (ossia la cucina non è ancora andata a fuoco e siete più che convinti che vostra nonna sarebbe orgogliosa di voi) scolate la pasta, unitela col condimento e mantecate come forsennati.
CAZZO (certe cose, sempre all'ultimo momento...)! Sbrigatevi a prendere le uova e a sbatterle per ottenere un composto omogeneo, con un pizzico di sale. Aggiungete l'uovo alla mantecatura cercando di far amalgamare il tutto.
Versate la pietanza in un piatto e "assettatev'". Meglio se disponete di forchetta e di una bottiglia di birra oppure vino oppure latte+plasmon tritati, oltre che alla grazia di Dio.
Ed ecco il momento topico: afferrate una forchettata dal piatto e gustatela a fondo; quando avrete raggiunto piena consapevolezza dell'immondo schifo che avete creato, aggiungete ketciàp a piacimento.
Mi vergogno profondamente di pubblicare questa lista di frasi, ma fanno troppo ridere. Per inciso, si tratta di frasi da NON dire alle ragazze in discoteca, copiate da un qualche blog.
...buhauhauah! :D P.S.: le mie highlights sono in rosso: da oggi in poi userò sempre quelle. :O
- che belle gambe, a che ora aprono?
- lo sai che i tuoi occhi hanno lo stesso colore della mia porsche?
- ciao vorresti venire al cinema con me? perchè mia madre non mi lascia andare al cinema da solo...
- ciao sto scrivendo un nuovo elenco telefonico mi potresti dare il tuo nome e il tuo numero di telefono?
- ragazze questa sera ho deciso che vi scopo tutte e tre... chi vuole cominciare?
- ehi gattina che ne diresti di passare una delle tue sette vite insieme a me?
- ragazze questa sera c'è una festa dentro i miei pantaloni e siete tutte invitate
- ciao lo sai che a casa ho un preservativo con su scritto il tuo nome?
- se io ti chiedessi di fare l'amore tu mi daresti la stessa risposta che mi daresti a questa domanda?
- ciao, hai già scopato oggi?
- ehi bambina scolati tutta quanta questa boccia che ripasso quando sei ubriaca, ok?
- a una vecchietta:ma quanto tempo è che nn ti danno una bella botta a te?? se vuoi stasera che nn c'ho niente da fare...pam pam
- alla barista:senti sai qual'è la differenza tra un toast e un pompino? [no] allora fammi un toast...
Proprio quando pensi di non poter comprendere una persona, che non sei sicuro, che tutto è andato in fumo, in quel momento guardala negli occhi.
E troverai ciò che cerchi, troverai i milioni di parole di cui hai bisogno per capire. Gli occhi non possono mentire, non hanno niente da nascondere. Gli occhi sono il fottuto, banalissimo e indistruttibile specchio dell'anima. C'è qualsiasi forma e colore e suono e sapore e molto altro.
Ho guardato negli occhi e sono volato via come un palloncino pieno d'elio, sono scivolato per la tangente. Scomposto da uno sguardo, incapace di voltare il mio: perduto.
La verità mi ha colpito violenta, come un destro in faccia. Era la mia verità, ciò che io volevo sapere e non necessariamente quella della persona che ho guardato. In ogni caso, una verità.
E sento quella paura mista a speranza che solo negli occhi si può scorgere; lucidi e profondi, mozzafiato.
Si può accarezzare una persona guardandola, la si può amare, odiare, e tutto quello che c'è di mezzo. Certo ci si può sbagliare nelle interpretazioni, ma l'incomprensione è fin troppo spesso il motore primario della comunicazione.
Tornare indietro adesso, sarebbe un grande errore. Mi ci è voluto un pò per capirlo, ma sono FINALMENTE al punto di non ritorno.
To go back now would be a big mistake. It's taken me a while to learn... I'M AT THE POINT OF NO RETURN (Nu Shooz)
Ho sognato varie volte i miei genitori morire, in modo molto violento. Da più di 10 anni a questa parte non ricordo i sogni appena mi sveglio. Ciò mi ha spinto a sottopormi alla:
Dottore, stò male. Ci sarà pure un motivo se voglio spaccare tutto. Mi accontento anche di poco... chessòio di un ano. Di pecora, magari... mi raccomando Dottore, la pecora deve essere nera.
Dottore, mi masturbo spesso controvoglia e quando finisco penso che non lo farò mai più in vita mia. La volta seguente ho ancora meno voglia.
Dottore, voglio vedere il sangue fiottare dalle tue narici; non usare i miei soldi per andare in vacanza in barca o per desmignottare tua moglie.
Segretaria, non posso aspettare. Ho un urgente bisogno di venirti negli occhi.
Dottore, quando ero piccolo avevo paura che qualcosa di terribile potesse accadere, in ogni momento. Adesso non vedo l'ora che succeda.
Dottore, chi sei tu per curarmi? Quale malattia hai piuttosto tu, mascherata da altruismo? Non lo trovi ingombrante quel tuo senso di onnipotenza?
Dottore, non credo di essere stato buono. Ho peccato, dottore: mea culpa.
Segretaria, vieni qua. Puoi dare mille versioni diverse dei tuoi pensieri, ma la mia interpretazione le trascende tutte. Ti vuoi sentire bella, apposto con te stessa, curata, rilassata. Vuoi essere perfetta sotto i riflettori del mondo. Io invece ti dico che un qualche milione di anni di evoluzione ti hanno insegnato come mostrare le tette e ondeggiare il culo; come toccarti i capelli, ridere e sorridere; il mondo è molto più interessato a te quando apri le gambe, che quando parli. E infatti: zitta.
Dottore, ce l'ha mica un gratta e vinci? No? Facciamo così, io mi gratto le palle e poi controlliamo insieme se ho vinto qualcosa. Attento dottore, sono un ragazzo viziato: se non vinco mi arrabbio.
Dottore... com'è affascinante dottore. Perchè le sue mani sono così lisce e pulite? Non ha mai zappato i calcinacci, Dottore? Certo che lei ha studiato tanto, è ammirevole. Ma ho una certa voglia di vederla soffrire fisicamente, Dottore.
Dottore, ne valeva la pena?
Segretaria, occhéi me ne vado. Ma non ti dimenticherai di me, almeno fino a che ti brucierà. Soldi spesi bene, una volta tanto.