25 Ottobre 2009

Avviso editoriale

Vorrei creare un'associazione di Blogger, su uno spazio privato.
Accetto candidature per partecipare.

Il progetto è di creare un sito di scrittori. Raccoglierò dei racconti/post da ognuno e li farò leggere gratis a chiunque. Se il traffico dovesse divenire sufficiente da poter monetizzare (poniamo al PageRank 4) ci mettiamo d'acordo per vendere altri dei nostri scritti online.

Credo che ormai il tempo dei libri sia finito, passiamo dalle due alle sei ore al giorno al computer. Gli scienziati studiano direttamente su pdf gli articoli internazionali, le enciclopedie su carta non esistono più. Sarò un visionario, ma il problema delle case editrici è che puntano troppo sulla stampa. Immagina di entrare in libreria, chiedi il libro che ti serve e te lo stampano direttamente. Questo è l'effetto dei motori di ricerca: prima costruivi 10 oggetti e cercavi di venderli tutti, oggi te ne chiedono 10 e cerchi di produrli tutti.
Il mercato prima era gerarchico, adesso è parallelo.

Se pensate che sia un cazzone, mandatemi una mail e io vi invio il mio curriculum:
savastanos@libero.it

Baci e abbracci

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Credo che ormai il tempo dei libri sia finito, passiamo dalle due alle sei ore al giorno al computer. Gli scienziati studiano direttamente su pdf gli articoli internazionali, le enciclopedie su carta non esistono più. Sarò un visionario, ma il problema delle case editrici è che puntano troppo sulla stampa. Immagina di entrare in libreria, chiedi il libro che ti serve e te lo stampano direttamente. Questo è l'effetto dei motori di ricerca: prima costruivi 10 oggetti e cercavi di venderli tutti, oggi te ne chiedono 10 e cerchi di produrli tutti.
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Baci e abbracci

 
21 Ottobre 2009

25 anni?

Un quarto di secolo. Giunto a questo mirabile traguardo, vorrei dire la mia sia ai 25enni venturi, per metterli in guardia, sia ai 25enni passati, per regalargli un po' di malinconia.

Sarebbe bello tradurre in parole semplici tante esperienze, desideri, eventi, venti ed enti. Come si descrive una vita? Lungo quali dimensioni si traccia il tempo personale? Credo che la migliore risposta a queste e molte altre domande sia nel VINO. Dedico al vino i miei primi 25 anni, perchè checchè se ne dica, non esiste altro al mondo in grado di farmi abbassare la guardia, in grado di farmi sentire così sereno e compreso. Vino.

Tanto per cominciare, vorrei ringraziare chi mi ha messo al mondo. Tralasciando le pretese dei valori "inculcati" e i debiti contratti col peccato originale, posso dire di essere stato trattato da pashà. Qualcuno mi voleva un dotto letterato, altri un aggressivo imprenditore; per adesso sono un laureato disoccupato, cerco di non farmi pesare la cosa. Anzi, dei progetti altrui sul mio conto, dopo anni di sensi di colpa e defaillance sessuali, sono finalmente in grado di sbattermene. Fanculo tutti quelli che vogliono da me qualcosa, e che non si sono mai messi nei miei panni.
Del valore della vita ci si rende conto solo quando viene a mancare... quindi cerco di giocare d'anticipo ed apprezzare quello che l'uomo medio non riesce neanche a vedere. Ho assistito varie volte alla patetica sequela del funerale, da aver capito che in fondo un morto è solo un monito alla propria morte.

A proposito di uomini medi, non c'è niente della mia vita che mi porti a pensare di essere oggettivamente speciale. Soggettivamente invece sì, mi sento il migliore dei migliori, anzi di più, brutti babbuini che non siete altro ( :) )... questa è l'unica via per essere sereni. Buttare la vita alla ricerca della validazione altrui può rivelarsi fatale, soprattutto dopo aver compreso che giunto il merito tanto atteso, siamo punto e a capo. Stare appresso al giudizio che altri hanno di noi equivale a farsi prendere a sassate chiedendone sempre di più. Con questo non intendo dire che non bisogna impegnarsi in niente; piuttosto, che è necessario e produttivo spezzarsi la schiena solo per ciò in cui si crede veramente, in tutte quelle attività che permettono di realizzare i nostri desideri intimi. E i bei voti a scuola, le vittorie al campo sportivo, gli applausi dei teatrini qualsiasi non hanno una sega a che fare con i desideri.
Posso sembrare crudele, ma il desiderio che riconosco è solo uno: il POTERE. Ognuno cerca di arrivarci a modo suo, arrampicandosi su una scala a pioli malandata e barcollante, di cui non si vede mai la cima. Qualcuno si scandalizza quando cito delle frasi di Adolf Hitler, eppure è uno dei pochi personaggi storici che non ha nascosto a nessuno la sua natura immonda. Nessuno è escluso.

Il potere, la scalata sociale, il dominio, favoriscono l'autoconservazione e la riproduzione, e il gioco è fatto. Millenni e millenni di evoluzione biologica non concordano tanto con frasette musicali del tipo: "lo scopo dell'esistenza è la convivenza armonica degli esseri viventi", o peggio ancora "vivo come parte di un disegno più grande" (quale down farebbe un disegno del genere?), o addirittura "la vita è un mistero, si vive come viene". A quest'ultima dichiarazione concederei appoggio se e solo se la "venuta" fosse concepita in una fregna. Pelosa e sormontata da due seni prosperi e turgidi, l'unico panorama naturale per cui mi commuovo nel profondo.

Ci sono sicuramente molti aspetti della vita che sembrano essere piacevoli al di là dei ragionamenti biologici. Esatto: SEMBRANO.
Nonostante questo sono contento per chi si trova sul pianeta e se la gode, anzi lo invidio, perchè io non ci sono mai riuscito. Non mi manca niente, eppure sono nauseato fin dalla nascita. Dopo le indigestioni di belle parole, di alti valori morali e civili, di esempi di rettitudine e coraggio, dopo l'estetica della conoscenza, non mi resta che un infinito conato di vomito. BLEAH.
Dio è ancora vivo, ma avrà capito anche lui che una volta fatti i soldi conviene ritirarsi in un villaggio vacanze.

Dato che siamo al mondo al puro scopo (volendocelo vedere) di preservare la specie, ecco cosa ho combinato. Mi sono inserito all'interno di almeno una ventina di pulzelle, ma non ho procreato. Tutta l'attività è stata intitolata al becero principio del piacere.
Un saluto a tutte le donne che hanno visto in me un sogno, un progetto, un desiderio. Ad alcune credo di essere piaciuto perchè intellettuale; ad altre percè straniero, ad altre perchè cazzone. Allo stato attuale cerco di colpire con un fare misterioso e sognante, nascondendo in realtà il vero nucleo di tutti i miei pensieri: un cazzo di niente.
Mi auguro di trovare una fanciulla graziosa in grado di soddisfare certe mie esigenze da maschio del terzo millennio, e di ingravidarla ripetutamente finchè la mia violenta dipartita non ci separi.

Detto questo, credo di aver trascurato le cose in realtà importanti, ma chiudo comunque. Quando rileggerò queste parole tra 10 o 20 anni vorrei poter pensare di essere stato un incoscente, altrimenti capirei indirettamente di non essermi goduto la gioventù.
E dato che a 25 anni mi ritrovo a fare ragionamenti del genere, forse c'è qualcosa che non va. O forse va tutto benissimo, e come ormai da prassi consolidata, cerco dei motivi per potermi lamentare.

In definitiva, quindi, dopo scrupolosa analisi, sti cazzi.

Il venticinquenne,
Piero.

 





E per chi se lo ricordasse: BRAZZIIIIIILLL... nanna nanna nannannaràààà... !

 

 

 
03 Ottobre 2009

Cercasi disperatamente scrittore.

E' un po' di tempo che non riesco a scrivere. Non mi vengono quelle cose assurde e tragicomiche di un anno fa. Alla base della perdita di talento letterario credo vi siano alcuni fattori ben identificabili e riconducibili in ultima analisi a b c.

1 - la figa. Se scopi, non scrivi. Se non scopi, scrivi. La scrittura, quella di più alto livello, è una pura forma di sublimazione. Ovviamente esistono dei casi più comlpessi... prendi uno scrittore come Moccia: è poco ma sicuro che una patata non l'ha vista nemmeno su un monitor, eppure scrive di merda. Questo è dovuto al fatto che Moccia sublima l'energia sessuale sfasciandosi di seghe, e l'energia che gli rimane la usa per scrivere di inerzia libri di serie B. Penso che se smettesse sia di scrivere che di toccarsi bisognerebbe andare tutti in giro con la cintura di castità.

2 - la noia. Tutto è a immediata disposizione, purchè lo si paghi. Siamo ricchi sfondati, viviamo nell'ovatta, abbiamo un'aspettativa di vita di circa un secolo. Siamo talmente sicuri del tempo a disposizione che ci rompiamo le palle dalla mattina alla sera.
L'occidentale:
"Cava, povgimi il diamantusso dal riflesso tuvchese-blù. Voglio che ben s'intoni con i divani di seta della boutique in cui andiamo ad acquistave il sottomavino nucleave, dai così ci divevtiamo a bombavdare i negvi di mevda." (scrosciare di contanti).
L'africano:
"Mazza che fame aho. Come la condisco sta' foglia secca, col sale o co lo zucchero? Fermate non sparà... eccotela... ti prego non uddidermi... ti preg... " (colpi di machete).


3 - varie ed eventuali. La categoria "varie ed eventuali" include tutti quei fattori minori che concorrono ad un decremento del talento artistico. Tra i più consistenti annoveriamo:
- la morte di un famoso conduttore televisivo, che tutti pensavano essere immortale (oppure già morto, ma imbalsamato e radiocomandato).
- le foto da staggare su Facebook, e la risposta alla fatidica domanda: "a cosa stai pensando?". La sempreverde risposta: "fatti i cazzi tuoi".
- il sogno ricorrente di due pere grandi e sode a preambolo di un'intimità pelosa, retaggio di una femminilità ormai scomparsa nell'inferno dei cosmetici e rifugiata nei freddi meandri del pilates, sotto sue cupole di silicone.
- la pubblicità sui prestiti e sul recupero crediti, malattività note dalla notte dei tempi ed attribuite a figure di spicco della vita suburbana, quali lo "strozzino" altresì detto il "cravattaro".
- Dio.


Conclusioni: boh.

 
11 Settembre 2009

Oroscopo universale del 2009

Il seguente oroscopo è valido per tutti i segni, a partire da oggi e fino al prossimo 10 settembre 2009 dovuto alla periodica contrazione ed espansione dell'universo:

______________

- FORTUNA: La fortuna non esiste, e neanche la sfortuna. Quello che esiste è il tuo cervello, che escogita continue giustificazioni a ciò che succede, o in gergo "attribuzioni causali".
In psicologia sperimentale è noto da anni un meccanismo cognitivo che permette di attribuire la causa agli eventi, in modo da conservare il senso di identità e l'autostima. Tale processo si estende anche nel giudicare le cause di eventi e comportamenti riguardanti persone terze.

Lo schema è il seguente. Immaginiamo un evento A (positivo), ed uno B (negativo).
Per esempio, poniamo:
A = voto alto all'esame.
B = voto basso all'esame.

Nello stabilire quali siano le cause dell'evento A, il soggetto normale avrà a pensare:
- Ho preso un bel voto perchè sono intelligente, creativo e nondimeno costante e solido nello studio, peraltro difficilissimo. Sono un genio, un individuo destinato a grandi cose, la stella polare della storia umana. Voltaire mi fa una sega. A due mani.

Per giustificare l'evento B:
- Ho preso un voto basso perchè il prof è un lebbroso, i miei genitori mi hanno cresciuto male, l'eclissi solare dello scorso decennio mi ha causato profonde lesioni cerebrovascolari al sapor di mirtillo, è morto Mike Bongiorno.

Se a prendere il voto è stata un'altra persona:
- Ha preso un voto alto perchè ha culo, il prof è frocio e/o corrotto (frocio più corrotto fà frociotto oppure corrocio), ha letto le pagine di libro contrassegnate da uno studente geniale che possedeva il libro prima di lui ma è dovuto scappare all'estero per aver assassinato un noto conduttore televisivo.
- Ha preso un voto basso perchè è un povero coglione. Ben gli sta.

Ricapitolando, la fortuna viene usata per giustificare i successi altrui, mentre la sfortuna per giustificare i propri fallimenti. Al contempo, i propri successi e gli altrui fallimenti sono attribuiti a caratteristiche stabili di personalità.
Quindi la buona o cattiva sorte sono trovate per non sentirsi dei perdenti. Tolta la fortuna, rimane la selezione naturale. Buona fortuna.

______________

- LAVORO: Avete accettato le regole del bravo cittadino, quindi per campare vi toccherà lavorare. In cambio ottenete "protezione" contro ogni sorta di ingiustizia sociale, cure mediche in caso di bisogno, e soprattutto qualcuno da incolpare quando le cose vanno male: lo Stato. In alternativa allo Stato ci sono varie organizzazioni criminali che non differiscono molto per funzionalità e criteri di ordinamento.
Ora che i vostri più bei anni di vita sono scivolati via, non vi resta che beccarvi la vostra routine giornaliera, settimanale, mensile ed annuale. Formate famiglia con la prima donna che ve la da (dato che non avete le palle per cercarvene una che vi arrapa), fategli sparare la prole e godetevi la posatezza. Dato che oggigiorno le donne lavorano, pianificate i turni per lavare, stirare e rassettare. Dedicate 5 minuti al giorno alla commemorazione dei vecchi tempi, cambiando i vostri ricordi in modo che vi possiate vedere coraggiosi, giovani e vincenti.
Insistete affinchè i vostri figli realizzino le vostre passate e deluse ambizioni; fate di loro degli strumenti per sanare le vostre frustrazioni. Se non riuscite ad inculcare loro gli esatti valori di vita, fate leva sui sensi di colpa. Funziona.
In questo caso, auguriamo buona fortuna ai figli.

______________

- AMORE: qualcuno dichiara di aver visto l'amore, altri dicono di averlo provato o trovato o smascherato o dedicato, altri se lo dichiarano per vedere se compare all'improvviso da qualche parte. Tutti si domandano cosa sia l'amore: per alcuni trattasi di ormoni, per altri di spiritualità, per altri di una parola, per altri di un abitudine, per altri ancora un sinonimo di pelo-di-figa.
Le pubblicazioni scientifiche a riguardo sono molte ma non puntano in una direzione precisa. La Bibbia per esempio è piena d'amore, c'è un tipo che in suo nome si è fatto inchiodare ad un palo di legno all'atà di 33 anni. Qualcuno direbbe: "vabbè a quei tempi 33 anni erano come gli 88 di adesso, quindi sticazzi". La fonte non è quindi attendibile. Il libro di storia delle medie propone come esempio d'amore un tipo pelato e magrolino che per liberare la sua terra si sdraiava per terra ed incitava i suoi compari a non reagire mentre altri li gonfiavano di botte. Più tardi si venne a sapere della grande quantità di canapa coltivata in India, quindi anche questa fonte è invalidata.

Passando alle previsioni di questo entusiasmante oroscopo, cosa ne dobbiamo fare di questo amore? Te lo dico io. L'amore è forte solo se non corrisposto, ossia quando non si tromba. Se trombi è difficile provare amore perchè sei sotto effetto endorfina. L'amore, in ultima analisi, è una trovata pubblicitaria per mandare avanti l'industria cinematografica. Va da sè che se non sei un attore ti attacchi. Devi fingere.
Buona recitazione.

____________



Gentilmente offerto da Pieroit.

 
09 Agosto 2009

Leopardi strafatto di crack e storie analoghe.

Può capitare di restare soli di Sabato sera, a chiedersi come mai sono tutti fuori a divertirsi tranne una persona. Ci si sente un po' come Leopardi, metà filosofi e metà perdenti. Leopardi scriveva con una penna di gallina standosene dietro un cespuglio (la famosa siepe, dietro la quale andava rimirando eccetera), grattandosi a sangue le pulci con le unghie nere e lunghe (ti pare che uno come Leopardi si tagliasse le unghie? Io dico di no), strafacendosi di oppio e intrippandosi con la presente e viva e il suon di lei.
Avendo meno pretese di gloria, mi accontento di un computer. Però mi taglio le unghie, oh.

Pensandoci bene... per gli studenti universitari esiste veramente un Sabato? Ha senso distinguere un giorno della settimana dall'altra, soprattutto d'Agosto? Ha senso etichettare il tempo quando non ci sono scadenze?
Ha senso etichettare il tempo? Ha senso il tempo? C'è un senso? Senso? Senso unico. Da questa parte, prego.

Per stavolta evito di annaspare nella solita marmaglia esistenzialista e faccio un resoconto di quello che ho scoperto negli ultimi tempi.
Mentre voi facce di culo siete in giro ad ubriacarvi il vostro beniamino non vi invidia per niente (naaa...) e legge "Aforismi sulla saggezza di vivere" di Schopenauer. Un testo dato per 'pratico' ma di lettura piuttosto difficile per chi non è allenatissimo nelle seghe mentali. Strano come questi filosofi sembrino essere immortali nei secoli dei secoli, e magari in vita erano solo dei poveri sfigati. Uno come Schopenauer, qualsiasi cosa facesse, la vita non se la godeva. Era ossessionato dalla comprensione delle cose, ed intuiva (come intuiamo noi adesso, la cosiddetta 'superficiale' generazione del terzo millennio) che più le cose le comprendi, meno le vivi. Un pessimista dei più ammirevoli. Il caro Arthur era molto influenzato da letture del sapere orientale, e si vede. Essivede, nonostante il velo di Maya. Anzi, si vede e non vede, così è contento pure T. Brass.

In sottofondo i Thievery Corporation, una canzone di nome "the time we lost our way" che dice una cosa del genere:



"Flowers melting up into the sky
Hear my heart where our love collides
We hear the songs we found in the times we lost our way"

Non ho la minima idea di cosa significhi, ma a quanto pare fa effetto.
C'è questa moretta che cammina per i boschi cantando, la cosa mi eccita non poco. Altro che modelle, veline e ombrelline.

Una mia tipica fantasia sessuale mi vede tornare a casa da una qualche attività, ho ben presente la sensazione di stanchezza muscolare e soddisfazione del lavoro fatto. Questo credo sia un retaggio di un'educazione infantile improntata sull'imperativo "prima il dovere e poi il piacere". Camminando per un boschetto (appunto) incontro una bella passerotta cicciottosa come piace a me, con due belle tettone sode, dai movimenti lenti, solare ma timida, insomma la scintilla di detonazione per la bomba a spermatozoi. Il sottoscritto si perde per deliziosi istanti nella provoleria più sottile, che consiste in un paio di parole gentile durante l'atto di sollevamento della gonnella. Non i pantaloni, la gonnella... una gonna lunga fino alle ginocchia, larga e colorata. Sotto la gonnella la fantasia diventa privata, ma come i puntini numerati che uniti formano una figura, se ci si impegna s'intravede la soluzione senza svolgere lavoro manuale. La fantasia è più sporca (e proibita, indipercui goduriosa) se immagino che ad aspettarmi a casa vi sia un'altra donna ancora. L'egoismo non ha limiti, ma almeno lo si può celare: l'egotismo è peggio.

Per tornare "a noi", come amavano urlare gli italiani del ventennio, credo che mi metterò a letto e praticherò il pranayama. Trattasi di respirazione Yoga, mirata all "annullamento delle modificazioni mentali" (vedasi Yogasutra).
Inizialmente mi ero interessato all'induismo tantrico ma credo che sia obbligatorio passare per quello classico. Altrimenti sarebbe come cercare di cucinare il tiramisù senza aver preparato il caffè. Qualche cuoco francese di alto livello sicuramente ne sarà capace, ma: 1 - la cucina francese è ridicola, e 2 - il miglior cuoco è la fame.
Il pranayama è in sostanza il controllo della respirazione, atto a raggiungere stati di coscienza mistici. Non si faceva prima con una bella canna? Ci ho provato, ma l'effetto della canna dura troppo poco e stordisce. Poi tra fame, polizia e alcol le canne mandano troppo in paranoia, non vale la pena. E la religione? Il cattolicesimo ruota troppo intorno ai sensi di colpa, ne ho avuti abbastanza. Invece con lo Yoga pare che si possa stare fattissimi 24/7 senza effetti collaterali. Parlando con un mio prof che studia l'attività cerebrale dei monaci tibetani ho scoperto che forse si tratta di una migliore ossigenazione del cervello. Praticamente questi monaci, con le loro menate meditativo/religiose, fanno in modo di stare sempre su di giri, cotti come tombini, come se pippassero ossigeno. Per forza di cose stanno dalla mattina alla sera a non fare un cazzo e riescono persino a lievitare. Sono capace anch'io a diventare saggio stando dalla mattina alla sera davanti alla statua di un ciccione.


Espira, inspira.

Mi sento stanco, quindi concludo qui. Buonanotte (o buongiorno).

Tuo amatissimo, Piero aka Pieroit

 
28 Luglio 2009

Il Manuale di Seduzione di Pieroit

Cari marpioni,
vi scrivo guardando fuori dalla finestra, sera calda ma tranquilla.
Vorrei poter scrivere qualcosa di figo per tutti, in particolare per quelli che sono all'inizio. Senza sembrare uno che se la tira, infatti invito TUTTI a scrivere qualcosa di seguito.

Per avere qualche ragazza in più, bisogna mettersi a regime.
1 - più sport (possibilmente da combattimento)
2 - più giorno (alzarsi presto la mattina)
3 - più controllo (darsi degli obiettivi scritti e realizzarli)
4 - più relax (dormire tanto, yoga)

Provateci, e poi mi dite se non vi scoppia il petto di vita.
Questo finora, è l'unico metodo di rimorchio che funziona e non mi manda in crisi.
Voi fate i sacrifici nelle piccole cose, e poi venitemi a dire i risultati.

Chi fuma smette di fumare, chi beve smette di bere (ops), chi perde tempo alza la schiena.

Forse tra tanti sforzi, prima o poi, troveremo quegli occhi che brillano, quei sorrisi maliziosi, quelle tette ipnotiche, e potremmo finalmente riposare, con la donna che amiamo, perdendoci in delle sborrate da premio Nobel.

Insomma, auguro a tutti di trovarsi una bella mozzarella.
Però bisogna rischiarsela, se vedi una che ti piace ci devi andare. Prendi lo strippo, accusa il colpo, respira profondamente, muovi le chiappe e vai da LEI.

Peace and love,
*****.

 
19 Luglio 2009

Sfogo del bruco medio che vuole diventare farfalla

Ultimamente i temi del blog sono un pochino pesanti, ma che ci vogliamo fare? Non ho voglia di ridere. Anche se da un certo punto di vista tutto potrebbe far ridere.

Potrei raccontare ad esempio, di quella volta che tornavo da scuola di corsa per non pisciarmi addosso. Ero convinto di farcela, sarei riuscito a trattenerla fino al momento propizio.
Mentre la vescica tuonava la ribellione e io bestemmiavo nei più disparati idiomi, guadagnai il portone di casa, e dopo il rettilineo del corridoio spalancai con un calcio rotante la porta del bagno. Ecco... ecco... ecco... NO.
Cominciai a farmela addosso proprio nel momento in cui la tavoletta era ormai alzata.
Ero talmente affranto dalla fatica e dalla vergogna che la lasciai scorrere così, senza cercare di arginare i danni. Mi stavo pisciando addosso proprio lì, in piedi di fronte alla tazza del cesso.

Questa storia dovrebbe far ridere; eppure a ricordarla mi mette sempre angoscia. Proprio per questo quello che sto per scrivere potrebbe sembrare un pochino tragico, ma per me è divertentissimo:

- "La vita umana è strutturata in modo tale che soltanto guardando in faccia la morte possiamo comprendere la nostra autentica forza e il grado del nostro attaccamento alla vita. Nello stesso modo in cui per saggiare la durezza di un diamante è necessario sfregarlo contro un rubino o uno zaffiro sintetico, per provare la resistenza della vita è inevitabile scontrarsi con la durezza della morte. Una vita a cui basti trovarsi faccia a faccia con la morte per esserne sfregiata e spezzata, forse non è altro che un fragile vetro. " (Yukio Mishima - Lezioni spirituali per giovani Samurai).

Al di là di estremismi politici e menate varie, il caro Yukio ci aveva visto lungo. Nessuno sa cosa è la morte, eppure tutti hanno la CERTEZZA di morire. Il mistero della verità. E perchè vivere inseguendo chissà quali chimere, se poi bisogna morire? Perchè non giocare d'azzardo con quello che tutti considerano essere un irrinunciabile dono? Perchè non improntare la vita direttamente all'affronto verso la morte? Perchè non prendere di petto tutti e tutto fottendosene del senso comune?
Mi è sempre pesato sulle spalle il progetto di vita dell'uomo medio: studia, lavora, sposati, figlia, accumula, invecchia e crepa. Sembra il più logico, quello che nonostante le proteste finiscono per seguire tutti.

A me non va. E a te?

Me le immagino le conseguenze del vivere secondo l'autoconservazione.
Mi immagino chiuso in un appartamento di periferia, a fare a schiaffi con i vicini per la posizione della caldaia o una certa perdita dalle tubature di vecchia generazione. Mi vedo sottomesso ad una moglie pigra e ingorda, che mi allettava in giovinezza con l'atteggiamento esattamente opposto. Un soffice pelo di figa che si trasforma nel tugurio  delle streghe. Mi osservo mentre mi trattengo dal prendere a calci nel culo due bambini viziati nel profondo dell'anima. Ed eccomi mentre porto il cane a cagare per i marciapiedi, facendogli anche la cortesia di raccogliergli gli stronzi. Mi vedo soffocato da un lavoro che faccio per forza, con la voglia maniacale di spaccare tutto e fare finalmente di testa mia.

Una visione di questo tipo mi è offerta da molte delle persone che mi circondano, che una volta fidanzatesi  e/o sposatesi sembrano aver raggiunto un certo grado di maturità e inborghesimento sufficiente da atteggiarsi a guru della serenità. Beh, me ne sbatto.

Voglio fare a botte, cazzo. Voglio rischiare le palle, voglio STRIPPARE. Vorrei mettere giù i piedi dal letto contento di essere vivo, altrimenti non vale nemmeno la pena di svegliarsi. Ho sempre guardato gli zingari negli occhi con profonda invidia. Sono convinto di essere talmente colto da aver perso ogni forma di vitalità; mi sembra di capire tutto senza vivere niente.
E' la viscidità del lusso in cui viviamo che mi da la nausea, mi fa venire il sangue amaro. E' il futuro deciso da altri che mi toglie le energie. E' la conoscenza che limita le emozioni.

E allora vai: parti per la tua avventura.
E invece sto sempre qui, perchè prima DEVO finire gli studi, non posso permettermeli i sensi di colpa che deriverebbero dal non aver affrontato i miei "doveri". Puntualmente incontro ragazze con cui mi immagino sereno e beato, ma con un soffuso disgusto di sottofondo. Mi guardo intorno come se avessi delle sbarre di ferro invisibili, come se mi avessero legato una catena al collo.
E c'è l'amico che rompe le palle perchè mi sono montato la testa, il padre che si lamenta perchè prendo le cose alla leggera, la madre che continua a trattarmi come un bambino di 5 anni, il fratello che si irrita ad ogni mia parola, i conoscenti che sembrano dei ritardati edonisti e soprattutto io, che non sono mai contento di niente.


Forse le palle per cambiare tutto come vorrei non ce le ho. Eppure quel formicolio lo sento, ribolle e scalpita, sono quasi pronto. Mi serve ancora del tempo, prima di scegliere la mia strada.
Virerò per quella più rischiosa.

MEMENTO MORI.

 
06 Luglio 2009

Esempi di contro-senso comune.

LE RAGAZZE BELLE SONO STUPIDE.
Con loro la biologia è stata estremamente generosa. Possono ottenere molto sbattendosi poco, facendo fare il lavoro agli altri in cambio di un sorriso, una parola dolce, una svolazzata di capelli, al limite un pompino.
Le ragazze mediocri o bruttine invece si trovano a competere con gli uomini nei campi più disparati, pur di ottenere quel minimo di riconoscimento per cui hanno lottato fin da bambine.
Ordunque, cos'è l'intelligenza? Fare velocemente calcoli matematici? Comprendere la letterautra russa? No... "intelligenza" vuol dire massimo risultato al minor sforzo.
Le ragazze belle hanno vinto. Punto.
Volendo correggere la frase di partenza, diremo quindi che LE RAGAZZE SI DIVIDONO IN DUE CATEGORIE: QUELLE BRUTTE E STUPIDE E QUELLE BELLE E INTELLIGENTI.

I BUONI VINCONO SEMPRE.
Sbagliato: la frase è posta male.
Partendo dal presupposto che sono i vincitori a scrivere la storia, ne consegue che i buoni in realtà sono quelli che vincono. Ossia anche se a vincere è il cattivo, spetta a lui tramandare gli avvenimenti e altro non potrà fare se non dipingersi come un eroe e salvatore.
Il conformismo e la superficialità dell'uomo medio daranno accelerazione al processo.
D'ora in poi diremo quindi che I VINCITORI SONO SEMPRE BUONI.

I SACRIFICI RIPAGANO.
Ricollegandoci alla questione dei buoni e dei cattivi, eccoci alla meritocrazia. Spesso si è ripagati dei sacrifici fatti, ma non sempre i sacrifici sono pertinenti alla materia di competizione; ad esempio, si può arrivare ai vertici della politica ammazzando i magistrati invece di curare la campagna elettorale... in ogni casi c'è una grande fatica dietro.
Per non parlare di quei casi in cui ad essere ripagato non è colui che ha fatto i sacrifici, ma l'individuo su cui cadono gli occhi quando i sacrifici sortiscono i primi effetti. Esempio tipico di questo meccanismo sono le pubblicazioni universitarie, con il vecchio di 70 anni che si prende i meriti di un assistente di 20.
Nonostante la scarsa corrispondenza tra sacrifici e vittoria, possiamo comunque sottolineare il valore "sedativo" dei sacrifici; dato che ci si è dati da fare in ogni modo possibile, possiamo vivere la vita a testa alta e senza rimpianti.
E' quindi più proprio affermare che I SACRIFICI CONSOLANO.

ANDRA' TUTTO PER IL MEGLIO.
Questo è un buon modo per riporre nel futuro delle speranze, per di più in un'ottica positiva; ad un occhio più attento però, sembra più un modo per giustificarsi a non fare un cazzo di niente di fronte a quegli eventi che scorrono inesorabili al di fuori del nostro controllo.
Non andrà tutto bene se non si alzano le chiappe dal divano, se non si digrignano i denti e se non si prendono delle decisioni difficili. A meno che non si è nei panni di una bella ragazza.
Frase esatta: ANDRA' TUTTO.

GLI ALTRI MI DANNO MENO DI QUANTO IO DIA LORO.
Per concludere in bellezza, il top delle lamentele, l'emblema della persona per bene. La chicca che prima o poi esce dalla bocca di tutti, il non plus ultra del perdente.
Riflettiamoci: siamo 6 miliardi di persone, ognuna delle quali vorrebbe camminare sulla testa di tutti gli altri, ma per ovvie ragioni di ordine pubblico deve starsene muta e al suo posto.
Perchè mai le persone dovrebbero 'dare' a qualcuno in particolare, magari a me o te, non ricevendo niente in cambio? Quello che tu hai dato loro, perchè glie lo hai dato? Per riceverne di più, giusto? Perchè in fondo vuoi prendere più di quanto dai, una specie di investimento in borsa. E dato che tutti ragionano così, è ovvio che lo prendiamo quasi tutti nel culo.
La frase va corretta in: NON SONO CAPACE A GESTIRE LE MIE RELAZIONI.

Un saluto dal vostro uomo medio preferito, Piero.

 
29 Giugno 2009

Dunque?

Vorrei lasciar andare le dita sulla tastiera per scrivere quello che viene, ma sarebbe qualcosa di dubbia interpretazione... ad esempio:

"EGfQLGBvfbsdlfb akvbljhvaAQVAVKIgb.vjh  cjlavqcqal"

Questa era la pioggia che coglie di sorpresa il meriggio d'estate. Oppure:

"BWEGqEnvq ! $T%3g re JV %NAQ fnqnQNNN"


Questo era un picco di rabbia a seguito dell'inconsapevole urto del mignolo del piede con uno spigolo del letto.

"SAFNVNananana3k4jtbno3t  jonb5fo45b f"

Questa invece era una sequenza di simboli che non vogliono dire assolutamente un cazzo.


Stabilita quindi la necessità di scrivere per farsi capire, possiamo passare al Dunque.
Succede spesso che il Dunque sia oscurato, nascosto, occultato, trapassato, ubriaco o immigrato. Tralasciando le eventuali misure di governo, quello che dobbiamo fare è cercarlo con tutti i mezzi che nostro Signore Gesù (che è sempre al nostro fianco, ma solo perchè così gli facciamo ombra (anche Gesù ha il diritto di mettersi all'ombra quando fa caldo (certo allora io all'ombra di chi mi metto? (mamma mia che egoista (l'altruismo non esiste, scemo (e invece sì (e invece no (ma vaffanculo (piuttosto tua madre (mia madre se n'è andata (salutamela (farò presente (ok grazie (di niente, ciao)))))))))))))) ci ha donato.

Potremmo chiamarlo a gran voce: "DUNQUEEE! Dove sei? Dunqueee!"

Ma sappiamo benissimo che ad un Dunque sussegue una qualche frase, ossia l'effetto di quello che c'era prima del Dunque.
Ecco un'idea brillante: chiedere a quello che c'era prima del Dunque, dove è andato a finire il Dunque:

"prima del Dunque, ove si trova il Dunque? Se ci sei rispondi, ordunque!"


Ed è stata una grande idea, perchè un'eco lontana replica perentoriamente alla nostra invocazione:

"Si trova dopo di me, e prima di quello che vien dopo il Dunque..."

E noi:

"E Dunque?"

E l'eco:

"Esatto."

 
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