"La dipendenza dai Social Networks sembra essere dovuta al forte senso di sicurezza, di personalità e di socialità (in una società sempre meno connotata dai contatti sociali) che tale forma di siti sono in grado di fornire. In realtà tutte queste dinamiche psico-emotive personali ed interpersonali si basano su qualcosa di virtuale, dando in tal modo sicurezze ed autostima fittizie, ben presto raggiunte da pericolosi sintomi di dipendenza, isolamento sociale e conseguente menomazione delle principali sfere vitali come quelle lavorativa, familiare, sociale, affettiva, etc."
Io mi ci ritrovo abbastanza. Prima esisteva solo una vita. Poi sono diventate almeno due, parzialmente sovrapposte e vagamente in competizione. O meglio, ad un certo punto della vita ho scoperto che la mia immagine virtuale era di gran lunga migliore di quella reale, e da lì in poi la seconda ha sempre rincorso la prima. Come se Internet fosse il banco di prova per i cambiamenti che non avrei mai osato attuare direttamente nella vita vera.
Al di là dei facili allarmismi e del bigottismo da quattro soldi, va riconosciuto che la nostra generazione si trovi in punta di piedi sulla sottile linea tra concreto e fittizio. Un filo diamantato. Penso anche che ci sia il baratro sia da una parte che dall'altra: un solo mondo non basta. La rete rende tutto più vicino, a portata di mano, aumenta le nostre potenzialità oltre la nostra immaginazione. Quelle potenzialità diventano reali, posto che si abbia la motivazione a muovere il culo per concretizzarle. Senza la rete dovremmo accontentarci di quello che il consiglio comunale, il conto in banca di papà e il programmino di mammà possono offrire. Certo vedremmo più spesso la luce del sole, potremmo vivere più emozioni dal vivo ed evitare di accanirsi nei flame. Nella realtà possiamo respirare e toccare. Questo è un bene immenso, forse il più grande.
L'opposto, ossia una vita del tutto virtuale, per quanto orribile potrebbe essere una linea futura plausibile. Quelle che prima erano caverne e capanne adesso sono villette a schiera tutte uguali con muretti belli alti tra una e l'altra. Con l'avanzare dell'età gli uomini si isolano nel loro paradiso di 100 metri quadri più box auto. Tra terroristi, omicidi e cronache dei più disparati colori il soggetto medio si fa problemi persino a pisciare vicino ad un albero. Nella realtà il divieto la fa da padrone. Divieto, solitudine, sottomissione, tedio e nervosismo. Grazie al cazzo che mi chiudo sul PC.
Sono il solo a sentire l'odore della paura? Tutte quelle persone che non si parlano pur stando ad un centimetro di distanza accalcati in metro, sono sereni? I rituali di socializzazione tra vicini di casa o colleghi di lavoro non vi sembrano un po' formali? Siamo veramente noi che ci stiamo isolando, oppure siamo nati in una parte del mondo dove nessuno si cura di comunicare in amicizia? Ma ci crede veramente qualcuno, al vivere comune? Cosa ci hanno insegnato i nostri genitori, che il mondo è tutto da scoprire e viaggiare? Oppure che sotto sotto bisogna stare attenti, perchè sono tutti figli di una mignotta?
Credo che la generazione che ci precede sia un pelino patetica a condannarci. Noi invece dovremmo imparare a darci una regolata e a prenderci delle responsabilità.
Consapevole di essere sulla soglia della internet dipendenza, mi prometto di aprire il blog, facebook o il mio amato forum di marpioni solo la sera, dopo aver assolto i doveri della vita quotidiana. Vediamo cosa cambia.
E' difficile capire cosa è reale e cosa no. Ditemi la vostra.
E' troppo difficile parlare senza risultare banali, lamentosi o logorroici. Anche perchè sono il primo a pensare male di tutte le persone che si confidano con me. Nello sfogo altrui vedo solo un puerile egoismo, per cui evito il più possibile di sfogarmi io stesso. E ad un certo punto, epslodo.
Delle persone che mi stanno intorno invidio la capacità di vivere gli eventi in prima persona, senza mai guardarsi troppo dall'esterno. I sentimenti che si dipingono sui loro volti sono veri. I miei sono spesso recitati in base alla situazione, perchè quelli veri li ho lasciati da qualche parte durante una putrida adolescenza. Le persone mi sembrano vere, di quella verità che ho perso. O forse sono anche loro dei patetici attori. Non mi sento comunque alla loro altezza.
E come volevasi dimostrare, invento problemi stupidi.
Mi ricordo delle farfalle nello stomaco, di come il corpo reagiva al sole, al vento o alla pioggia. Mi ricordo il calore pulsante delle mani dopo pranzo, la luce dispettosa del mattino. C'erano dei significati in ogni percezione, dimensioni non verbalizzabili. Era come vivere in un film dalle mille possibilità, dai mille risvolti, dalle infinite sfumature. Adesso c'è solo una distesa di ghiaccio che mi scricchiola sotto i piedi. Sotto c'è un oceano di petrolio.
Che non mi si venga a dire che mi piango addosso. Ho cambiato prospettiva decine di volte; ho cambiato stile di vita a ritmi di tre o quattro anni. Mi sono cimentato come asociale, come bulletto, come intellettuale, come sportivo, come marpione, come meditatore. Ho alzato il culo ogni volta che mi sono bloccato, ed ho lottato con ogni cellula a mia disposizione. Eppure il punto di arrivo sembra sempre questo, la nausea.
Ho uno schifo abnorme dentro, una nuvola di fumo e acidi neri. Sono astio e vendetta e morte. Ogni mio movimento è una bestemmia nell'estetica dell'universo, sono storto e fuori luogo. Puzzo di innaturalezza. Voglio scoppiare, vorrei frantumarmi in miliardi di pezzi per poter smettere di pensare.
"Si dice che il male trionfa se il bene non fa nulla per impedirglielo. La verità, è che il male trionfa." - N. Cage - Lord of War.
Nonostante la dipartita di un nostro amato conduttore televisivo, nonostante l'attentato al nostro presidente del consiglio, ma soprattutto nonostante le stanze tanze anze nze ze e. Nonostante tutto ciò, vogliamo concentrarci sugli aspetti positivi.
Ecco cosa è successo a me. Tornato da molto lontano, da un villaggio onirico di terre nordiche, ero pronto ad affrontare il mondo. Niente mi avrebbe fermato, avrei portato il paradiso con me.
Ma le feste erano finite.
Incazzato come una iena, mi dilettai nel combattimento e nel corteggiamento delle donne. Ebbi ottimi risultati su ambo i fronti, eppure ero ancora incazzato. Guardando meglio nei miei paraggi, scorsi un cerchio enorme di terra bruciata intorno le mie regali chiappe. Ho litigato coi familiari, mandato a fanculo gli amici di sempre, giocato coi cuori di persone speciali.
Sono qui non per chiedere perdono, ma per ribadire che sono vivo. Respiro, vedo la luce, tracanno birra e metto i sinistri di incontro. E vi amo tutti.
Un abbraccio a Daniele, il mateMITico. Compagno di viaggi reali e virtuali.
A Budino, siamo estranei a partire da ieri. ---> faccia ingrugnita. Tvb.
Un abbraccio al più grande coatto che abbia mai conosciuto, Luca detto "raggio di sole". Un bacio per Mario e la sua Scimmietta. Un saluto a tutta IL. Siete dei marpioni infoiati e vi amo per questo.
Un bacio a mio fratello che è sempre più figo. Un abbraccio alla mamma, fonte di ogni tenerezza. Al babbo, che ha le spalle larghe. Alla nonna che cuce vicino al camino. A Kira, Zara e Birretta la mia sciarpetta.
Ai vari lettori di questo blogghino, affezionati o no. Nel 2058 offrirò una birra a tutti voi (nel senso che ve ne prendo una e poi ve la dividete).
Alcune persone mi dicono: "ho letto il tuo blog ma non te l'ho commentato perchè i commenti degli altri erano troppo intelligenti" ...ma che cazzo stai a dì? Se proprio non ti viene in mente niente lascia almeno una bestemmia. Batti a caso le dita sulla tastiera, tipo: Agqekivble]. Scrivi quello che ti passa per quel pezzo di gelatina che è rimasto del tuo cervello.
L'altro giorno immaginavo un Grande Fratello fatto con personaggi di vario tipo. Ad esempio immaginiamo una casa per cinque persone, con giardino e ampio parcheggio all'ingresso.
Gli abitanti sono: - Angelica Bella - Dodò dell'albero azzurro - Adolf Hitler - Mike Bongiorno - Il cantante dei Tokio Hotel
Adesso immaginiamo gli avvenimenti concomitanti alla fila per il bagno, di mattina. Hitler si è svegliato prima di tutti, e si piazza sotto la doccia inneggiando al reich.
Angelica: ma sei lì che canti tutto solo? Se mi fai entrare ti raccolgo la saponetta. Mike: ... Dodò (si rivolge ad Angelica): non troverai mai un uccello più bello di me. E qualcuno chiami un cazzo di dottore, che il vecchio qua mi ha smesso di respirare. Hitler (da dentro il bagno): silenzio, giudei! Mike: ... Hitler (da dentro il bagno): ben fatto.
Improvvisamente un'esplosione scaraventa tutti in aria. Si ritrovano a dondolare nell'aere, intrappolati nelle bolle di sapone provenienti dalla doccia.
Hitler: L'Inghilterra si schiera contro il popolo ariano! Angelica: (fà finta di svenire) Ooh ma quale ari-ano, io la trovo un'ottima occasione per sciacquarmi la patatina... qualcuno vorrebbe darmi una mano? O una randellata? Mike: ... Dodò: nel frattempo mandiamo i cartoni animati, così i pupi non rompono i coglioni. Aho ma sto dottore?
Le bolle rimbalzano su un pezzo di formaggio magico che rende tutti incapaci di dire una bugia. Ognuno dei presenti rivela il suo più intimo segreto, senza potersi trattenere.
Dodò: certo che nella mia vita non ho combinato proprio una sega. Sono un fallito. E mia madre che voleva diventassi un dottore. A proposito, mi sa che il vecchio è andato. Mike: ... Hitler: Angelica, non è che potresti cagarmi addosso? Ne avrei bisogno... Angelica (XXXX XX XXXX XXXXX XX X XXXXXXXX. XXXX?): (y)
P.S.: Di quello che ha detto il cantante dei Tokio durante gli avvenimenti descritti, ce ne sbattiamo.
____________________
Chi vuole, può immaginare scenari alternativi e scriverli. Libertà totale.
Vorrei creare un'associazione di Blogger, su uno spazio privato. Accetto candidature per partecipare.
Il progetto è di creare un sito di scrittori. Raccoglierò dei racconti/post da ognuno e li farò leggere gratis a chiunque. Se il traffico dovesse divenire sufficiente da poter monetizzare (poniamo al PageRank 4) ci mettiamo d'acordo per vendere altri dei nostri scritti online.
Credo che ormai il tempo dei libri sia finito, passiamo dalle due alle sei ore al giorno al computer. Gli scienziati studiano direttamente su pdf gli articoli internazionali, le enciclopedie su carta non esistono più. Sarò un visionario, ma il problema delle case editrici è che puntano troppo sulla stampa. Immagina di entrare in libreria, chiedi il libro che ti serve e te lo stampano direttamente. Questo è l'effetto dei motori di ricerca: prima costruivi 10 oggetti e cercavi di venderli tutti, oggi te ne chiedono 10 e cerchi di produrli tutti. Il mercato prima era gerarchico, adesso è parallelo.
Se pensate che sia un cazzone, mandatemi una mail e io vi invio il mio curriculum: savastanos@libero.it
Un quarto di secolo. Giunto a questo mirabile traguardo, vorrei dire la mia sia ai 25enni venturi, per metterli in guardia, sia ai 25enni passati, per regalargli un po' di malinconia. Sarebbe bello tradurre in parole semplici tante esperienze, desideri, eventi, venti ed enti. Come si descrive una vita? Lungo quali dimensioni si traccia il tempo personale? Credo che la migliore risposta a queste e molte altre domande sia nel VINO. Dedico al vino i miei primi 25 anni, perchè checchè se ne dica, non esiste altro al mondo in grado di farmi abbassare la guardia, in grado di farmi sentire così sereno e compreso. Vino. Tanto per cominciare, vorrei ringraziare chi mi ha messo al mondo. Tralasciando le pretese dei valori "inculcati" e i debiti contratti col peccato originale, posso dire di essere stato trattato da pashà. Qualcuno mi voleva un dotto letterato, altri un aggressivo imprenditore; per adesso sono un laureato disoccupato, cerco di non farmi pesare la cosa. Anzi, dei progetti altrui sul mio conto, dopo anni di sensi di colpa e defaillance sessuali, sono finalmente in grado di sbattermene. Fanculo tutti quelli che vogliono da me qualcosa, e che non si sono mai messi nei miei panni. Del valore della vita ci si rende conto solo quando viene a mancare... quindi cerco di giocare d'anticipo ed apprezzare quello che l'uomo medio non riesce neanche a vedere. Ho assistito varie volte alla patetica sequela del funerale, da aver capito che in fondo un morto è solo un monito alla propria morte. A proposito di uomini medi, non c'è niente della mia vita che mi porti a pensare di essere oggettivamente speciale. Soggettivamente invece sì, mi sento il migliore dei migliori, anzi di più, brutti babbuini che non siete altro ( :) )... questa è l'unica via per essere sereni. Buttare la vita alla ricerca della validazione altrui può rivelarsi fatale, soprattutto dopo aver compreso che giunto il merito tanto atteso, siamo punto e a capo. Stare appresso al giudizio che altri hanno di noi equivale a farsi prendere a sassate chiedendone sempre di più. Con questo non intendo dire che non bisogna impegnarsi in niente; piuttosto, che è necessario e produttivo spezzarsi la schiena solo per ciò in cui si crede veramente, in tutte quelle attività che permettono di realizzare i nostri desideri intimi. E i bei voti a scuola, le vittorie al campo sportivo, gli applausi dei teatrini qualsiasi non hanno una sega a che fare con i desideri. Posso sembrare crudele, ma il desiderio che riconosco è solo uno: il POTERE. Ognuno cerca di arrivarci a modo suo, arrampicandosi su una scala a pioli malandata e barcollante, di cui non si vede mai la cima. Qualcuno si scandalizza quando cito delle frasi di Adolf Hitler, eppure è uno dei pochi personaggi storici che non ha nascosto a nessuno la sua natura immonda. Nessuno è escluso. Il potere, la scalata sociale, il dominio, favoriscono l'autoconservazione e la riproduzione, e il gioco è fatto. Millenni e millenni di evoluzione biologica non concordano tanto con frasette musicali del tipo: "lo scopo dell'esistenza è la convivenza armonica degli esseri viventi", o peggio ancora "vivo come parte di un disegno più grande" (quale down farebbe un disegno del genere?), o addirittura "la vita è un mistero, si vive come viene". A quest'ultima dichiarazione concederei appoggio se e solo se la "venuta" fosse concepita in una fregna. Pelosa e sormontata da due seni prosperi e turgidi, l'unico panorama naturale per cui mi commuovo nel profondo. Ci sono sicuramente molti aspetti della vita che sembrano essere piacevoli al di là dei ragionamenti biologici. Esatto: SEMBRANO. Nonostante questo sono contento per chi si trova sul pianeta e se la gode, anzi lo invidio, perchè io non ci sono mai riuscito. Non mi manca niente, eppure sono nauseato fin dalla nascita. Dopo le indigestioni di belle parole, di alti valori morali e civili, di esempi di rettitudine e coraggio, dopo l'estetica della conoscenza, non mi resta che un infinito conato di vomito. BLEAH. Dio è ancora vivo, ma avrà capito anche lui che una volta fatti i soldi conviene ritirarsi in un villaggio vacanze. Dato che siamo al mondo al puro scopo (volendocelo vedere) di preservare la specie, ecco cosa ho combinato. Mi sono inserito all'interno di almeno una ventina di pulzelle, ma non ho procreato. Tutta l'attività è stata intitolata al becero principio del piacere. Un saluto a tutte le donne che hanno visto in me un sogno, un progetto, un desiderio. Ad alcune credo di essere piaciuto perchè intellettuale; ad altre percè straniero, ad altre perchè cazzone. Allo stato attuale cerco di colpire con un fare misterioso e sognante, nascondendo in realtà il vero nucleo di tutti i miei pensieri: un cazzo di niente. Mi auguro di trovare una fanciulla graziosa in grado di soddisfare certe mie esigenze da maschio del terzo millennio, e di ingravidarla ripetutamente finchè la mia violenta dipartita non ci separi. Detto questo, credo di aver trascurato le cose in realtà importanti, ma chiudo comunque. Quando rileggerò queste parole tra 10 o 20 anni vorrei poter pensare di essere stato un incoscente, altrimenti capirei indirettamente di non essermi goduto la gioventù. E dato che a 25 anni mi ritrovo a fare ragionamenti del genere, forse c'è qualcosa che non va. O forse va tutto benissimo, e come ormai da prassi consolidata, cerco dei motivi per potermi lamentare. In definitiva, quindi, dopo scrupolosa analisi, sti cazzi. Il venticinquenne, Piero.
E per chi se lo ricordasse: BRAZZIIIIIILLL... nanna nanna nannannaràààà... !
E' un po' di tempo che non riesco a scrivere. Non mi vengono quelle cose assurde e tragicomiche di un anno fa. Alla base della perdita di talento letterario credo vi siano alcuni fattori ben identificabili e riconducibili in ultima analisi a b c.
1 - la figa. Se scopi, non scrivi. Se non scopi, scrivi. La scrittura, quella di più alto livello, è una pura forma di sublimazione. Ovviamente esistono dei casi più comlpessi... prendi uno scrittore come Moccia: è poco ma sicuro che una patata non l'ha vista nemmeno su un monitor, eppure scrive di merda. Questo è dovuto al fatto che Moccia sublima l'energia sessuale sfasciandosi di seghe, e l'energia che gli rimane la usa per scrivere di inerzia libri di serie B. Penso che se smettesse sia di scrivere che di toccarsi bisognerebbe andare tutti in giro con la cintura di castità.
2 - la noia. Tutto è a immediata disposizione, purchè lo si paghi. Siamo ricchi sfondati, viviamo nell'ovatta, abbiamo un'aspettativa di vita di circa un secolo. Siamo talmente sicuri del tempo a disposizione che ci rompiamo le palle dalla mattina alla sera. L'occidentale: "Cava, povgimi il diamantusso dal riflesso tuvchese-blù. Voglio che ben s'intoni con i divani di seta della boutique in cui andiamo ad acquistave il sottomavino nucleave, dai così ci divevtiamo a bombavdare i negvi di mevda." (scrosciare di contanti). L'africano: "Mazza che fame aho. Come la condisco sta' foglia secca, col sale o co lo zucchero? Fermate non sparà... eccotela... ti prego non uddidermi... ti preg... " (colpi di machete).
3 - varie ed eventuali. La categoria "varie ed eventuali" include tutti quei fattori minori che concorrono ad un decremento del talento artistico. Tra i più consistenti annoveriamo: - la morte di un famoso conduttore televisivo, che tutti pensavano essere immortale (oppure già morto, ma imbalsamato e radiocomandato). - le foto da staggare su Facebook, e la risposta alla fatidica domanda: "a cosa stai pensando?". La sempreverde risposta: "fatti i cazzi tuoi". - il sogno ricorrente di due pere grandi e sode a preambolo di un'intimità pelosa, retaggio di una femminilità ormai scomparsa nell'inferno dei cosmetici e rifugiata nei freddi meandri del pilates, sotto sue cupole di silicone. - la pubblicità sui prestiti e sul recupero crediti, malattività note dalla notte dei tempi ed attribuite a figure di spicco della vita suburbana, quali lo "strozzino" altresì detto il "cravattaro". - Dio.
Il seguente oroscopo è valido per tutti i segni, a partire da oggi e fino al prossimo 10 settembre 2009 dovuto alla periodica contrazione ed espansione dell'universo:
______________
- FORTUNA: La fortuna non esiste, e neanche la sfortuna. Quello che esiste è il tuo cervello, che escogita continue giustificazioni a ciò che succede, o in gergo "attribuzioni causali". In psicologia sperimentale è noto da anni un meccanismo cognitivo che permette di attribuire la causa agli eventi, in modo da conservare il senso di identità e l'autostima. Tale processo si estende anche nel giudicare le cause di eventi e comportamenti riguardanti persone terze.
Lo schema è il seguente. Immaginiamo un evento A (positivo), ed uno B (negativo). Per esempio, poniamo: A = voto alto all'esame. B = voto basso all'esame.
Nello stabilire quali siano le cause dell'evento A, il soggetto normale avrà a pensare: - Ho preso un bel voto perchè sono intelligente, creativo e nondimeno costante e solido nello studio, peraltro difficilissimo. Sono un genio, un individuo destinato a grandi cose, la stella polare della storia umana. Voltaire mi fa una sega. A due mani.
Per giustificare l'evento B: - Ho preso un voto basso perchè il prof è un lebbroso, i miei genitori mi hanno cresciuto male, l'eclissi solare dello scorso decennio mi ha causato profonde lesioni cerebrovascolari al sapor di mirtillo, è morto Mike Bongiorno.
Se a prendere il voto è stata un'altra persona: - Ha preso un voto alto perchè ha culo, il prof è frocio e/o corrotto (frocio più corrotto fà frociotto oppure corrocio), ha letto le pagine di libro contrassegnate da uno studente geniale che possedeva il libro prima di lui ma è dovuto scappare all'estero per aver assassinato un noto conduttore televisivo. - Ha preso un voto basso perchè è un povero coglione. Ben gli sta.
Ricapitolando, la fortuna viene usata per giustificare i successi altrui, mentre la sfortuna per giustificare i propri fallimenti. Al contempo, i propri successi e gli altrui fallimenti sono attribuiti a caratteristiche stabili di personalità. Quindi la buona o cattiva sorte sono trovate per non sentirsi dei perdenti. Tolta la fortuna, rimane la selezione naturale. Buona fortuna.
______________
- LAVORO: Avete accettato le regole del bravo cittadino, quindi per campare vi toccherà lavorare. In cambio ottenete "protezione" contro ogni sorta di ingiustizia sociale, cure mediche in caso di bisogno, e soprattutto qualcuno da incolpare quando le cose vanno male: lo Stato. In alternativa allo Stato ci sono varie organizzazioni criminali che non differiscono molto per funzionalità e criteri di ordinamento. Ora che i vostri più bei anni di vita sono scivolati via, non vi resta che beccarvi la vostra routine giornaliera, settimanale, mensile ed annuale. Formate famiglia con la prima donna che ve la da (dato che non avete le palle per cercarvene una che vi arrapa), fategli sparare la prole e godetevi la posatezza. Dato che oggigiorno le donne lavorano, pianificate i turni per lavare, stirare e rassettare. Dedicate 5 minuti al giorno alla commemorazione dei vecchi tempi, cambiando i vostri ricordi in modo che vi possiate vedere coraggiosi, giovani e vincenti. Insistete affinchè i vostri figli realizzino le vostre passate e deluse ambizioni; fate di loro degli strumenti per sanare le vostre frustrazioni. Se non riuscite ad inculcare loro gli esatti valori di vita, fate leva sui sensi di colpa. Funziona. In questo caso, auguriamo buona fortuna ai figli.
______________
- AMORE: qualcuno dichiara di aver visto l'amore, altri dicono di averlo provato o trovato o smascherato o dedicato, altri se lo dichiarano per vedere se compare all'improvviso da qualche parte. Tutti si domandano cosa sia l'amore: per alcuni trattasi di ormoni, per altri di spiritualità, per altri di una parola, per altri di un abitudine, per altri ancora un sinonimo di pelo-di-figa. Le pubblicazioni scientifiche a riguardo sono molte ma non puntano in una direzione precisa. La Bibbia per esempio è piena d'amore, c'è un tipo che in suo nome si è fatto inchiodare ad un palo di legno all'atà di 33 anni. Qualcuno direbbe: "vabbè a quei tempi 33 anni erano come gli 88 di adesso, quindi sticazzi". La fonte non è quindi attendibile. Il libro di storia delle medie propone come esempio d'amore un tipo pelato e magrolino che per liberare la sua terra si sdraiava per terra ed incitava i suoi compari a non reagire mentre altri li gonfiavano di botte. Più tardi si venne a sapere della grande quantità di canapa coltivata in India, quindi anche questa fonte è invalidata.
Passando alle previsioni di questo entusiasmante oroscopo, cosa ne dobbiamo fare di questo amore? Te lo dico io. L'amore è forte solo se non corrisposto, ossia quando non si tromba. Se trombi è difficile provare amore perchè sei sotto effetto endorfina. L'amore, in ultima analisi, è una trovata pubblicitaria per mandare avanti l'industria cinematografica. Va da sè che se non sei un attore ti attacchi. Devi fingere. Buona recitazione.
Può capitare di restare soli di Sabato sera, a chiedersi come mai sono tutti fuori a divertirsi tranne una persona. Ci si sente un po' come Leopardi, metà filosofi e metà perdenti. Leopardi scriveva con una penna di gallina standosene dietro un cespuglio (la famosa siepe, dietro la quale andava rimirando eccetera), grattandosi a sangue le pulci con le unghie nere e lunghe (ti pare che uno come Leopardi si tagliasse le unghie? Io dico di no), strafacendosi di oppio e intrippandosi con la presente e viva e il suon di lei. Avendo meno pretese di gloria, mi accontento di un computer. Però mi taglio le unghie, oh.
Pensandoci bene... per gli studenti universitari esiste veramente un Sabato? Ha senso distinguere un giorno della settimana dall'altra, soprattutto d'Agosto? Ha senso etichettare il tempo quando non ci sono scadenze? Ha senso etichettare il tempo? Ha senso il tempo? C'è un senso? Senso? Senso unico. Da questa parte, prego.
Per stavolta evito di annaspare nella solita marmaglia esistenzialista e faccio un resoconto di quello che ho scoperto negli ultimi tempi. Mentre voi facce di culo siete in giro ad ubriacarvi il vostro beniamino non vi invidia per niente (naaa...) e legge "Aforismi sulla saggezza di vivere" di Schopenauer. Un testo dato per 'pratico' ma di lettura piuttosto difficile per chi non è allenatissimo nelle seghe mentali. Strano come questi filosofi sembrino essere immortali nei secoli dei secoli, e magari in vita erano solo dei poveri sfigati. Uno come Schopenauer, qualsiasi cosa facesse, la vita non se la godeva. Era ossessionato dalla comprensione delle cose, ed intuiva (come intuiamo noi adesso, la cosiddetta 'superficiale' generazione del terzo millennio) che più le cose le comprendi, meno le vivi. Un pessimista dei più ammirevoli. Il caro Arthur era molto influenzato da letture del sapere orientale, e si vede. Essivede, nonostante il velo di Maya. Anzi, si vede e non vede, così è contento pure T. Brass.
In sottofondo i Thievery Corporation, una canzone di nome "the time we lost our way" che dice una cosa del genere:
"Flowers melting up into the sky Hear my heart where our love collides We hear the songs we found in the times we lost our way"
Non ho la minima idea di cosa significhi, ma a quanto pare fa effetto. C'è questa moretta che cammina per i boschi cantando, la cosa mi eccita non poco. Altro che modelle, veline e ombrelline.
Una mia tipica fantasia sessuale mi vede tornare a casa da una qualche attività, ho ben presente la sensazione di stanchezza muscolare e soddisfazione del lavoro fatto. Questo credo sia un retaggio di un'educazione infantile improntata sull'imperativo "prima il dovere e poi il piacere". Camminando per un boschetto (appunto) incontro una bella passerotta cicciottosa come piace a me, con due belle tettone sode, dai movimenti lenti, solare ma timida, insomma la scintilla di detonazione per la bomba a spermatozoi. Il sottoscritto si perde per deliziosi istanti nella provoleria più sottile, che consiste in un paio di parole gentile durante l'atto di sollevamento della gonnella. Non i pantaloni, la gonnella... una gonna lunga fino alle ginocchia, larga e colorata. Sotto la gonnella la fantasia diventa privata, ma come i puntini numerati che uniti formano una figura, se ci si impegna s'intravede la soluzione senza svolgere lavoro manuale. La fantasia è più sporca (e proibita, indipercui goduriosa) se immagino che ad aspettarmi a casa vi sia un'altra donna ancora. L'egoismo non ha limiti, ma almeno lo si può celare: l'egotismo è peggio.
Per tornare "a noi", come amavano urlare gli italiani del ventennio, credo che mi metterò a letto e praticherò il pranayama. Trattasi di respirazione Yoga, mirata all "annullamento delle modificazioni mentali" (vedasi Yogasutra). Inizialmente mi ero interessato all'induismo tantrico ma credo che sia obbligatorio passare per quello classico. Altrimenti sarebbe come cercare di cucinare il tiramisù senza aver preparato il caffè. Qualche cuoco francese di alto livello sicuramente ne sarà capace, ma: 1 - la cucina francese è ridicola, e 2 - il miglior cuoco è la fame. Il pranayama è in sostanza il controllo della respirazione, atto a raggiungere stati di coscienza mistici. Non si faceva prima con una bella canna? Ci ho provato, ma l'effetto della canna dura troppo poco e stordisce. Poi tra fame, polizia e alcol le canne mandano troppo in paranoia, non vale la pena. E la religione? Il cattolicesimo ruota troppo intorno ai sensi di colpa, ne ho avuti abbastanza. Invece con lo Yoga pare che si possa stare fattissimi 24/7 senza effetti collaterali. Parlando con un mio prof che studia l'attività cerebrale dei monaci tibetani ho scoperto che forse si tratta di una migliore ossigenazione del cervello. Praticamente questi monaci, con le loro menate meditativo/religiose, fanno in modo di stare sempre su di giri, cotti come tombini, come se pippassero ossigeno. Per forza di cose stanno dalla mattina alla sera a non fare un cazzo e riescono persino a lievitare. Sono capace anch'io a diventare saggio stando dalla mattina alla sera davanti alla statua di un ciccione.
Espira, inspira.
Mi sento stanco, quindi concludo qui. Buonanotte (o buongiorno).
Cari marpioni, vi scrivo guardando fuori dalla finestra, sera calda ma tranquilla. Vorrei poter scrivere qualcosa di figo per tutti, in particolare per quelli che sono all'inizio. Senza sembrare uno che se la tira, infatti invito TUTTI a scrivere qualcosa di seguito.
Per avere qualche ragazza in più, bisogna mettersi a regime. 1 - più sport (possibilmente da combattimento) 2 - più giorno (alzarsi presto la mattina) 3 - più controllo (darsi degli obiettivi scritti e realizzarli) 4 - più relax (dormire tanto, yoga)
Provateci, e poi mi dite se non vi scoppia il petto di vita. Questo finora, è l'unico metodo di rimorchio che funziona e non mi manda in crisi. Voi fate i sacrifici nelle piccole cose, e poi venitemi a dire i risultati.
Chi fuma smette di fumare, chi beve smette di bere (ops), chi perde tempo alza la schiena.
Forse tra tanti sforzi, prima o poi, troveremo quegli occhi che
brillano, quei sorrisi maliziosi, quelle tette ipnotiche, e potremmo
finalmente riposare, con la donna che amiamo, perdendoci in delle
sborrate da premio Nobel.
Insomma, auguro a tutti di trovarsi una bella mozzarella. Però
bisogna rischiarsela, se vedi una che ti piace ci devi andare. Prendi
lo strippo, accusa il colpo, respira profondamente, muovi le chiappe e
vai da LEI.